07/11/2015

Marcos Vinícius - L'arte Come Forma Di Vita



  La origine della chitarra classica si perde nella notte dei tempi. Si pensa che essa possa risalire alle antiche civiltà mesopotamiche. Marcos Vinicius è un maestro a livello internazionale di questo strumento musicale. Compositore ed interprete. Nelle settimane scorse egli si è esibito alla Esposizione Universale di Milano, in occasione della "Settimana del Brasile". Bruce Lee, icona del Novecento e del kung-fu, affermò che "l'arte è comunicazione dei sentimenti". L'artista brasiliano, a nostro avviso, risponde interamente al pensiero di Bruce Lee. Marcos Vinicius è molto attento al sentimento di ogni individuo, ai temi umanitari. Questa sensibilità non è un altruismo di facciata, una strategia per mettere in salvo la propria coscienza. L'arte di Vinicius è un tutt'uno con la complessività della vita. Sebbene impegnato in un imminente trasloco ( da Legnano a Roma) Marcos Vinicius ha accettato di rispondere ad alcune nostre domande.


Il prossimo 12 Dicembre riceverai il Premio Padre Pio, edizione 2015. Si tratterà di un riconoscimento- importante- al tuo percorso di fede, alla tua attenzione nei confronti del prossimo, al dolore e al disagio che colpiscono , purtroppo, molti esseri umani, attraverso la tua arte ? 


Credo di sì. O forse lo spero. Ovvero spero che  sia stato proprio il santo da Pietrelcina a suggerire questo riconoscimento…In realtà quando si fa del bene, non si dice. Però è pur vero che quando ci si muove nell’ambito di Istituzioni internazionali, è un po’ difficile se non impossibile mantenere il segreto. E infatti nel momento in cui mi adopero per situazioni più piccole e familiari, certo non ci sono in giro manifesti. Ovvio che quando vengo mandato a Gerico per la Giornata Mondiale dell’Alimentazione (la città più antica del mondo, nel luogo tra i più affascinanti, storici ma anche sofferenti del pianeta) o nella Sede Centrale dell’ONU davanti al Segretario Generale Ban Ki Moon,  l’evento non si può nascondere  e non può certo passare inosservato. In entrambi i casi, amo  però sottolinearlo, offro il cuore e mi faccio guidare da questo. Da null’altro.

2- Il Premio sarà consegnato a Morcone (proprio dove il santo prese i voti) e lo riceverai insieme a personaggi come il presidente del Coni, Giovanni Malagò. Emozionato?

Sono onorato, soprattutto come uomo di fede. Per quel giorno (che ho scoperto essere la ricorrenza della Madonna di Guadalupe) verrà presentata in Prima Assoluta la mia opera per coro misto a lui dedicata, dal titolo Cielo e Terra.

3.Questo offrire te stesso ti porta a dare conforto perfino ai detenuti, che hai avvicinato alla grande musica (facciamo riferimento alla tua esibizione, nella primavera scorsa, presso la casa circondariale di Pesaro).

Sì, è stata la prosecuzione naturale di questo mio cammino. Che è come una semina. Campo dopo campo, orto dopo orto, deserto dopo deserto. E’ da quando sono bambino che sento di dover donare un dono ricevuto. Che è quello di riuscire (pare sia questo l’effetto del mio incontro con gli altri) a confortare con la Musica (a volte come interprete, altre come autore).  Conforto che può anche significare gioia, serenità ma anche sofferenza e disagio che riaffiorano, in una sorta di catarsi interiore. L’Arte non è qualcosa di fisico o tangibile, e paradossalmente (pur essendo io un musicista) di ascoltabile. L’Arte è una magia impalpabile che sa scatenare emozioni.

4 - Ho letto che in America Latina c'è interesse per il canto orale, per i tuoi lavori, ad esempio, le opere recenti, Ave Maria, Anima Christi, Lo Scrigno, O Magnum Mysterium e altre. Comporrai nuove opere?

Non solo in America Latina, ma in tutto il mondo, il canto corale è un’arte praticata e in ogni luogo. Nelle chiese, nei teatri. Per non parlare della enorme quantità di Festival dedicati al canto, professionistico o no. In realtà non potrebbe essere diversamente; la voce è il nostro primo strumento musicale. Più che per suonare siamo nati per cantare… sì. Cerco di spiegarmi meglio: articolare le dita su una tastiera del pianoforte o della chitarra, soffiare dentro un flauto, impugnare l’archetto di un violino o un violoncello, è il riflesso di anni, migliaia di anni di evoluzione del cervello umano. Pensiamo alla enorme quantità di neuroni che sono coinvolti in un unico movimento del pollice o del braccio per produrre una unica nota. Nel canto è sempre stato- ed è tutt’ora- tutto più spontaneo. Alcuni popoli ce lo mostrano chiaramente: non pensano, cantano e basta. Mi riferisco, ovviamente, a una peculiarità innata. Da qui a diventare un vero cantante ce ne passa. Ecco che, allora, interviene la tecnica adeguata, lo studio e, come sempre, tanta disciplina. Si, intendo scrivere tantissimo per Voce. La composizione è la mia seconda passione; e ora non solo più per chitarra e altri strumenti. Da bambino, oltre che suonare, cantavo nelle messe. Tanto che fui chiamato a far parte del coro principale della mia città, Congonhas (Patrimonio dell’Unesco, ndr) come tenore e poi baritono. Oggi, addirittura, arrivo alla nota Re del registro basso.

5 - A breve vivrai una nuova avventura, sotto il profilo umano e professionale. Insegnerai a Roma, in qualità di docente di chitarra Pre-accademico e Alto perfezionamento all’AIMART, Accademia Internazionale di Musica e Arte". E'una passione, parlo dell'insegnamento, che nutri molto? Non è così frequente tra i grandi concertisti…

Amo insegnare. Tanto quanto fondermi in musica. Donarsi, per me, significa non soltanto farlo sui grandi o piccoli palcoscenici. Ma anche tra quattro mura, in un rapporto nel quale mentre insegno imparo. Mi accorgo che gli studenti si fanno coinvolgere. Se trasmetto moltissimo è perché mi appassiona vedere che posso contribuire a trarre da loro il massimo, qualunque esso sia, il meglio in ciascuno secondo le proprie potenzialità.  Essere stato chiamato come docente in AIMART mi porta a Roma insieme a colleghi artisti come Michele Campanella, Franco Petracchi, Bruno Giuranna e grandissimi altri. Un team fantastico che lavorerà a braccetto soprattutto con i ragazzi. Alcuni degli allievi che ora seguo, come Presidente dell’Accademia di Chitarra Classica di Milano, cercheranno di raggiungermi. Ma per molti, purtroppo, non sarà semplice… A Roma formerò anche i bambini. Il mio sogno (realizzato già durante diversi master all’estero, in Cina, in Brasile, in Spagna) è quello di creare una” super classe” di chitarra, affiatata e vorace di Musica. Magari un’orchestra. A volte assisto a trasformazioni che hanno dell’incredibile. Veri e propri miracoli. E anche qui la Fede (oltre che la Neurolinguistica) ha un ruolo fondamentale di guida .

6- Già, la Fede. E’ percepibile, in ogni tuo impegno, una componente spirituale molto marcata. Parlacene.

Durante questo percorso di vita, nutro da sempre una profonda convinzione, sin da quando ero piccolo. Inframezzata, certo, da qualche intoppo…Ma accompagnata, soprattutto ora che sono adulto, da una certezza: quello che faccio, quello che creo, come suono… non è mio. Oggi con una consapevolezza maggiore :non più di suonare uno strumento,ma di esserlo. Uno strumento del Suo Progetto, nelle Sue mani. Lui deve essere sempre al primo posto. Tutto è in Suo Nome. In realtà sono sempre stato grato di quello che ritengo un dono. Sì, sento di aver ricevuto un vero regalo: quello di poter dare gioia, pace e felicità a chi mi ascolta; e non solo aiutare concretamente bambini o anziani malati e sparsi per il mondo attraverso concerti di beneficenza. Penso che…beh… se ogni artista su questa terra potesse dedicare una parte del proprio tempo a iniziative del genere, il mondo sarebbe senz'altro un posto migliore.

7- Il 31 Ottobre si concluderà la Expo di Milano. Tu vi hai preso parte, con un tuo concerto, in occasione del National Day del Brasile. Cosa pensi  della Esposizione Universale, " Nutrire il Pianeta. Energia per la vita"?

Sono onorato di aver rappresentato, come musicista, il mio Paese. Sono rimasto molto colpito dalla professionalità dell’organizzazione. Magari fosse sempre così anche fuori da EXPO! Bello il senso di fratellanza tra i vari padiglioni. Il nostro Pianeta ha bisogno di cure…tante cure. L’intenzione dell’Expo è stata ammirevole, anche se con qualche contraddizione, ad esempio nei costi delle consumazioni. Ma d’altronde immagino si siano dovute sostenere tante spese di manutenzione, staff, sicurezza, , personale. La fame nel mondo potrebbe non essere un un problema; curiamo di più foreste, laghi, mari. Lasciamo alla terra ciò che è della terra, e agli oceani ciò che è degli oceani. Se non troviamo il modo per mantenere un’ aria più pulita e respirabile, anche se tutto il pianeta sarà sfamato, morirà in altri modi.. Per fortuna di Musica ce n’è in abbondanza (come il cibo, nascosto però) che alimenta nostra anima.

8- . C'è un progetto a cui tieni in particolare? Il classico sogno nel cassetto.

Un uomo che non sogna è un individuo morto. Si, ne ho tanti. Sono molto riservato ma…va bene, te ne svelo uno: se riuscirò, quando i tempi saranno maturi, mi piacerebbe creare una Fondazione con uno scopo molto preciso. Mi dirai: ce ne sono già tante! Sì, è vero, però ciò che ho in mente non regalerà il pescato, ma si insegnare ai bambini del mondo a pescare.


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